Al fianco del Guernelli: scrivere per raccontare, non dimenticare e (ri)costruire un pezzo di narrazione collettiva

Contro le banalizzazioni, i tentativi di normalizzazione e i Gas in fuga


Venerdì 14 Luglio venivano sgomberati gli edifici di via Gandusio di proprietà di Acer per consentire lavori di ristrutturazione.
Nel corso delle operazioni condotte dalle forze dell’ordine (attraverso gli immancabili reparti in tenuta antisommossa) sotto la supervisione di personale dell’Acer, vengono anche staccate le utenze del Circolo Arci Guernelli e della Palestra Gino Milli (inaugurata da qualche mese) e impedito ai soci e ai dirigenti l’ingresso ai locali.

Quando alle ore 17:00 viene, infine, autorizzato l’accesso al Circolo  lo spettacolo che ci si trova di fronte è decisamente surreale:
18 porte sfondate, tavoli e bar devastati, furto dell’incasso serale e del fondo cassa, furto di una decina di bottiglie e lattine aperte e consumate sul posto“.

Le telecamere a circuito chiuso mostrano come fino alle ore 06:30 – ovvero fino al momento in cui sono state staccate le utenze e, di conseguenza, le telecamere hanno smesso di funzionare – tutto fosse in ordine.

Il Circolo ha esposto immediatamente denuncia contro ignoti.

Due consiglieri – uno di maggioranza (Andrea Colombo) e uno di minoranza (Federico Martelloni) – chiedono nella riunione del Consiglio Comunale di lunedì 17 Luglio all’Amministrazione di fornire spiegazioni su quanto successo dato che:
1. Nessuna ordinanza di sgombero era stata inviata al Circolo, che occupa regolarmente i locali di via Gandusio 6, ne tanto meno era stata fornita alcuna comunicazione circa la necessità provvedere ad un trasferimento temporaneo dei beni del Circolo, per facilitare le operazioni;
2. Nell’ordinanza (consultabile qui) il Circolo Arci Guernelli non viene citato neanche una volta e i suoi locali non vengono esplicitamente esentati dall’intervento delle forze dell’ordine, non viene prevista alcuna forma di tutela per i beni presenti nei locali del Circolo, nessuna forma di comunicazione preventiva ne tantomeno la garanzia dell’accesso ai locali durante e dopo le operazioni di sgombero;
3. Gli episodi di saccheggio e devastazione sono avvenuti nell’arco di tempo in cui sono iniziate le operazioni di sgombero e in cui, quindi, le forze dell’ordine avevano la responsabilità di monitorare e tutelare le persone, i beni mobili e immobili presenti in via Gandusio.

Di fronte a ciò il Partito di Governo di questa Città non ha (almeno fino ad ora 22 Luglio 2017) espresso ufficialmente alcuna posizione e neanche ha votato in Consiglio un Ordine del Giorno presentato da Coalizione Civica per esprimere solidarietà “nero su bianco” al Circolo Arci Guernelli.

A noi (ma non soltanto a noi, dato che il Circolo ha immediatamente raccolto centinaia di messaggi di solidarietà) questo episodio risulta di una gravità inaudita, di una violenza fisica e sociale enorme.

Ma soprattutto mette in luce almeno due cose:

– Un comportamento quantomeno “poco accorto” dell’Amministrazione che emette un’ordinanza di sgombero senza preoccuparsi di tutelare uno dei circoli aggregativi più antichi di Italia.
Sarà stata una dimenticanza? Una leggerezza? 
Sicuramente ci dice quanta poca considerazione ci sia per gli spazi sociali in questa città, quanto si disconosca il ruolo che hanno sul territorio, quanto si sia creata e alimentata una enorme distanza non solo tra cittadini e istituzioni ma fin’anche tra istituzioni e chi dal basso, faticosamente e tra mille problemi  prova a costruire una alternativa all’abbandono, alla solitudine, alla povertà e all’isolamento  culturale e politico.

– Un’opera di devastazione e saccheggio condotta nel corso di una operazione delle forze dell’ordine e sotto la sorveglianza dei dipendenti dell’Acer, su cui certamente la Magistratura dovrà indagare per individuare colpevoli e responsabilità, ma che intanto ci mostra il modo sclerotico, disordinato e violento con cui tali operazioni vengano condotte.

In questo contesto (bene continuare a sottolinearlo) si aggiunge l’ennesimo sgombero realizzato attraverso la forza pubblica, strade militarizzate, famiglie svegliate all’alba da agenti in antisommossa.
Che tra queste ci fosse chi aveva diritto ad un alloggio popolare e chi ne ha “illegalmente” occupato uno, sinceramente, poco ci importa: il tema è come si decide (perché qualcuno decide) di gestire gli episodi di conflittualità che la povertà, l’emarginazione e le crescenti disuguaglianze generano e di cui l’emergenza abitativa è uno (probabilmente la più determinante) degli aspetti.

Il 18 Luglio a seguito di un incontro con l’Amministrazione Comunale, il Circolo scrive:

abbiamo raccolto l’assicurazione della riapertura del Circolo e della palestra in tempi brevi, a tal proposito è stato fissato un nuovo incontro il giorno 21 luglio in un tavolo tecnico in cui concordare le modalità operative. Per quanto riguarda i danneggiamenti e il furto abbiamo concordato che l’inchiesta in corso da parte della magistratura farà luce sulle responsabilità e sulla quantificazione dei danni“.

e di fronte a questa presa di posizione ufficiale decide di annullare il Presidio di Solidarietà convocato in Piazza Nettuno attraverso un appello su Facebook che, in poche ore, aveva raccolto tantissime adesioni.

Siamo estremamente felici che si sia allontanata la sciagurata ipotesi di approfittare della ristrutturazione degli immobili di via Gandusio per chiudere uno dei Circoli più antichi di Italia, che ancora oggi rappresenta, in un contesto molto difficile e complesso, un importante punto di riferimento culturale, sociale e politico.
Un luogo a cui siamo tutte e tutti personalmente e collettivamente molto riconoscenti per il supporto e la disponibilità dateci nelle fasi di apertura del nostro RitmoLento.

Il 21 Luglio durante il primo incontro del tavolo tecnico si è concordato che la Palestra Gino Milli potrà riaprire a partire dalla terza settimana di Settembre 2017 mentre le normali attività del Circolo Guernelli potranno riprendere a partire da Gennaio 2018, in seguito alla definizione di un piano di rientro dal Debito che il Circolo ha nei confronti di Acer e da una verifica tecnica più puntuale.

https://www.facebook.com/circoloarci.guernelli/photos/a.575021622595566.1073741828.574358709328524/1318741164890271/?type=3

Intanto sui giornali è apparsa la notizia che a rendere necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine sarebbe stato il sospetto di un eventuale fuga di Gas, tanto che il Corriere di Bologna Titola:

 

Questa prima ricostruzione è un insulto all’intelligenza, un altro inequivocabile segnale che la battaglia per la ricerca della verità su quanto accaduto e l’attribuzione delle relative responsabilità giuridiche e politiche, non sarà per nulla scontata.

Queste indiscrezioni parlano di una fuga di gas, ma nei fatti producono una fuga dalle responsabilità di quanto accaduto; non vogliamo davvero credere che sia così“.
Scrivono ieri (22 Luglio) dalla Pagina FB del Guernelli.

La drammaticità dell’evento in sé,  i tentativi di sminuire e banalizzare quanto avvenuto e il modo con cui si sta evolvendo la vicenda ci lasciano parecchio perplessi (e anche un po’ incazzati) e impongono di tenere alta l’attenzione e dare continuità alla solidarietà espressa in questi giorni.

Sono tante le cose che continuano a essere poco chiare e su cui l’Amministrazione non ha fornito una risposta convincente, così come, altrettanto strumentali e vergognose, sono le prime ricostruzioni e indiscrezioni trapelate sui giornali.

In primis, se il Guernelli non era sotto procedimento di sgombero, perché nell’ordinanza non si sono esclusi i locali del Circolo dallo spazio di intervento delle “forze dell’ordine” e anzi si è specificato che «negli stessi immobili sono presenti inoltre locali destinati a usi diversi rispetto a quello residenziale»?
Perchè – nonostante l’ordinanza lo preveda espressamente – Acer Bologna non la ha notificata ai destinatari prima di procedere allo sgombero?
Ma sopratutto, se non era intenzione dell’Amministrazione e di Acer Bologna chiudere il Circolo Arci Guernelli perché la sua riapertura viene, invece, condizionata alla condivisione di un piano di rientro del Debito e a “ulteriori verifiche tecniche più puntuali” ? 

Ci piacerebbe che questa questione possa essere gestita semplicemente attraverso una normale dialettica istituzionale e lasciando indagare la Magistratura circa i colpevoli dell’eventuale uso eccessivo o illegittimo della forza pubblica.
Evidentemente, però,  ci sono delle importanti  responsabilità politiche dell’Amministrazione, dei vertici di Acer e della Questura, rispetto all’autorizzazione e alla gestione delle operazioni di sgombero, che non possono e non devono passare in secondo piano.

Ci piacerebbe che, con un Amministrazione che si definisce promotrice della “partecipazione civica”, si riuscisse a strutturare un rapporto (anche conflittuale e contrappositivo) ma trasparente, diretto e sopratutto rispettoso del ruolo e dell’importante lavoro svolto dagli spazi sociali in città.

Ci dispiace notare, invece,  che – come hanno scritto bene anche le compagne e i compagni del Grinta ASD – “negli ultimi tempi il dibattito sugli spazi di socialità a Bologna si è nutrito di sgomberi, di minacce, di interventi “preventivi” da parte delle forze dell’ordine, di proposte di riqualificazione che hanno portato alla nascita di luoghi difficilmente accessibili a livello economico“. 

Siamo al fianco dell’Arci Bologna e del Direttivo del Circolo Guernelli nel delicato lavoro di  mediazione che con grande senso di responsabilità stanno portando avanti, nonostante la rabbia, la frustrazione e la delusione per le cose non dette, le indiscrezioni infamanti, le ricostruzioni vergognose e i ricatti.

La solidarietà mostrata in queste settimane da tantissime realtà cittadine e nazionali è un elemento importante, bello e straordinariamente elettrizzante, che ci dimostra come c’è ancora un mondo vasto e trasversale che sente di dover superare diversità e divergenze per schierarsi e prendere posizione.  

Dobbiamo sforzarci nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, di trasformare questa solidarietà in una buona occasione per mostrare (a noi stessi in primi e poi all’Amministrazione di questa Città) di non essere soli, che c’è una parte di città che non solo si indigna di fronte ad un episodio di tale brutalità e violenza ma che si riconosce nell’inestimabile valore degli spazi e dei luoghi di discussione, di aggregazione e di pratica politica collettiva.

Insomma un momento per riconoscere che c’è un Noi da preservare, da curare e anche da difendere.

Un momento forse anche di presa di coscienza della necessità – non più rinviabile – di porsi il tema di come si costruisce un fronte comune e ampio intorno ad una visione diversa della città, di gestione dei suoi spazi, dei suoi tempi, delle sue contraddizioni che ritrovi, anche nella condivisione di momenti gravi e drammatici come questi, la scintilla per iniziare a scrivere pezzi di una nuova storia e di una nuova narrazione.

Una storia e una narrazione collettiva che o si costruisce attraverso la rottura dei tatticismi, degli equilibrismi e di un modo (ormai tramontato) di interpretare il rapporto tra politica e società, o si fa vivere attraverso l’affondare le mani e la testa nelle contraddizioni, nelle storture e nei conflitti che si agitano in città oppure ci costringerà ancora in una riproposizione stanca di una retorica dell’alternativa, bella e ricca di suggestioni e richiami a passati gloriosi, ma incapace di cambiare e trasformare radicalmente la realtà che viviamo quotidianamente.

Viva il Guernelli e un abbraccio sincero a tutte le compagne e i compagni che fino ad ora lo hanno animato e che da oggi sono chiamati a difenderlo: non siete soli.

 

(continua….)

Related Posts