CINQUE MOTIVI PER ADERIRE ALLA MARCIA CONTRO IL RAZZISMO E PER L’ACCOGLIENZA

 

Abbiamo preso parte convintamente alla partecipatissima Assemblea pubblica svoltasi al Tpo lo

scorso 4 Maggio e fatta nostra la necessità di aprire un percorso ampio e trasversale che miri a

costruire una grande marcia per l’accoglienza a Bologna.

Siamo convinti che serva una risposta popolare e dal basso al clima di tensione, odio e violenza che

sta caratterizzando il dibattito pubblico e parlamentare degli ultimi mesi e che sia assolutamente

necessario che i Circoli, le Associazioni, i Sindacati ed i Movimenti colgano questa occasione per

ritrovarsi in Piazza, prendere collettivamente e pubblicamente posizione ed offrire una alternativa

culturale, sociale e politica a chi fa leva sulla paura, l’insicurezza e l’ignoranza per fomentare una

odiosa guerra tra poveri.

1. Il clima mediatico e politico delle ultime settimane è indicativo di quanto il dibattito pubblico sul

tema dell’immigrazione sia cinico e dettato dalla paura, dall’egoismo, dalla xenofobia.

La criminalizzazione delle ONG, che salvano vite umane in mare, è sintomatico del fatto che

l’Europa non vuole mettere in discussione il regime delle frontiere, lavandosi di nuovo le mani di

fronte alla strage quotidiana di migranti.

Frontiere tenute in piedi da accordi vergognosi con Paesi (come la Libia e la Turchia) che stanno

sfruttando l’immunità internazionale che ne consegue, per portare avanti politiche autoritarie che

negano i più basilari diritti civili e politici.

Aderire alla manifestazione del 27 maggio significa schierarsi con ONG, cittadini, associazioni che

compiono il “reato” di solidarietà e rivendicare canali sicuri di accesso all’Italia e all’Europa per le/i

migranti e la libertà di movimento per tutte e tutti.

 

2.  Tutto l’arco politico sta tentando di individuare nei migranti il capro espiatorio perfetto per il

malessere sociale, in una cinica corsa a destra nel nome del consenso e di una campagna

elettorale permanente sulla pelle dei più deboli.

Non solo le quotidiane, provocatorie e violente affermazione di Salvini, ma anche le preoccupanti

dichiarazioni di Di Maio e della Seracchiani, contribuiscono a costruire un clima teso e pesante.

A farne le spese, sono i migranti ed i valori costituzionali, democratici e umani che dovrebbero

ispirare l’azione quotidiana delle Istituzioni e di tutti i cittadini.

Se la maggior parte dello scacchiere politico pensa di poter fare campagna elettorale nel nome

della xenofobia, candidandosi a governare il razzismo di Stato, pensiamo che la società civile, i

movimenti e le associazioni debbano impegnarsi per costruire dal basso una contro-egemonia che

combatta la xenofobia e le discriminazioni metro per metro.

 

3. Il sistema di accoglienza italiano non funziona: è gestito male, normato da leggi e regolamenti

che favoriscono cooperative, forze politiche e potentati locali, spesso conniventi con la criminalità

organizzata.

È necessario pensare che dal basso debba venire la spinta per una radicale riforma di tale sistema,

che favorisca politiche di accoglienza diffusa, dove non ci sia spazio per lo sfruttamento dei

migranti e degli operatori sociali che lavorano in questo settore delicato.

Anche per questo è necessario scendere in piazza, schierandosi contro gli interessi economici che

vogliono lucrare sull’emergenza e sulla pelle dei più deboli, e al fianco degli operatori e delle

operatrici che quotidianamente, tra mille difficoltà, lavorano per costruire una accoglienza

dignitosa e rispettosa dei diritti.

 

4. Il Governo, in questo clima di criminalizzazione dei migranti, ha approvato due leggi che

riteniamo ingiuste, classiste e razziste.

I decreti di Minniti e Orlando su immigrazione e sicurezza hanno ridotto le garanzie giuridiche per i

migranti, hanno legalizzato il lavoro gratuito per i richiedenti asilo, aumentando

contemporaneamente i poteri dei “sindaci sceriffi”, consentendo loro di espellere poveri, migranti,

tossicodipendenti dai centri urbani per relegarli nei ghetti periferici, nell’invisibilità, nella

clandestinità.

È prevista anche l’apertura di nuovi CIE.

Inizialmente anche Bologna era stata individuata come luogo idoneo, poi si è pensato a Modena

proprio perché in città c’è stata una forte e diffusa risposta antirazzista.

Associazioni e movimenti devono dare una forte risposta – anche cittadina e territoriale – che

faccia sentire per le strade della città una voce contraria a questi Decreti, mettendo subito in chiaro

che né qui né altrove saranno tollerati abusi nei confronti dei più deboli.

 

5. La questione lavorativa resta centrale. I dispositivi di clandestinizzazione e criminalizzazione dei

migranti favoriscono il loro permanere all’infinito in una situazione di ricatto e precarietà.

Abbiamo sostenuto il tentativo della CGIL di mettere in campo strumenti referendari a tutela del

lavoro contro flessibilità e sfruttamento; continuiamo per questo a pensare che una necessaria

campagna per i diritti di chi lavora non possa ignorare la “razionalizzazione” dello sfruttamento

che una serie di leggi e provvedimenti ha favorito.

Logistica, agricoltura, edilizia, lavoro di cura: è necessaria una grande battaglia di tutte e tutti per i

diritti sociali, unico vero antidoto alla guerra tra poveri che dall’alto ci vorrebbero imporre.

Anche per questo è necessario scendere in piazza, unendo le rivendicazioni dell’antirazzismo, della

libertà di movimento e dell’accoglienza degna a quelle più generali per il lavoro, il welfare e i diritti.

Invitiamo tutte le realtà con cui collaboriamo attivamente, i Circoli e chiunque abbia attraversato il nostro Spazio in questi mesi a prendere parte alla marcia cheil 27 Maggio partirà da Piazza XX Settembre alle 14:30.

Lunedì 22 Maggio a partire dalle ore 19:00 il RitmoLento (via San Carlo 12/A, Bologna) sarà a disposizione di tutte e tutti per confrontarci insieme su come allargare il più possibile la partecipazione e come organizzare una presenza colorata, efficace, in grado mostrare alla città e ai suoi cittadini che esiste una vasta rete di uomini e di donne che individualmente, collettivamente ed attraverso pratiche, azioni e percorsi estremamente differenti ed eterogenei, rifiuta la violenza e l’ipocrisia di una retorica razzista e xenofoba, impegnandosi quotidianamente per diffondere una cultura della accoglienza fondata sulla dignità, i diritti e la solidarietà attiva.

Per informazioni potete scriverci a info@ritmolento o alla nostra pagina FB RitmoLento, segnalandoci anche la vostra intenzione di partecipare alla marcia.

Qui il testo dell’Appello promosso dal TPO

Evento FB: MARCIA DELLA BOLOGNA ACCOGLIENTE E SOLIDALE. CONTRO MURI E RAZZISMO

Per aderire: bolognaaccoglie.nooneisillegal@gmail.com

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