Il processo Aemilia: la cultura antimafia

Il processo Aemilia è il più grande processo di ‘ndrangheta mai celebratosi al Nord. 239 imputati di cui 147 rinviati a giudizio.E’ un processo che dovrebbe avere investito le coscienze di tutti i cittadini dell’Emilia Romagna, perché è nella Regione che ha operato il clan ‘ndranghetista originario di Cutro ma impiantato nella Regione Emilia Romagna già dagli anni ’80. Hanno rovinato la Regione, grazie anche alla complicità di una “zona grigia”, composta da consulenti finanziari, forze dell’ordine, giornalisti, politici, imprenditori, che hanno lucrato grazie alla collaborazione con la ‘ndrangheta, consapevolmente.

Ne hanno parlato al Circolo Arci RitmoLento, in un’iniziativa che si inserisce in Civica – Iniziative di cultura antimafia (https://www.facebook.com/events/553140458197429/). è questa la quinta edizione di Civica che dal 21 marzo al 9 maggio ha organizzato una serie di event, realizzati grazie alla Rete di Coordinamento di Libera Bologna.

Ha introdotto e moderato Peppe Baldessarro e sono intervenuti:
Bruno Palermo – giornalista, che hanno parlato di Kyterion, la maxi inchiesta antimafia del ramo calabrese di Aemilia.
Mirto Bassoli – Cgil Emilia Romagna e Daniele Borghi – Libera Emilia Romagna, che hanno parlato dell’importanza delle parti civili.

L’iniziativa sul processo Aemilia è un’importante occasione per riflettere sullo stato della mafia in tutt’Italia, ormai distribuita in maniera omogenea tra Sud e Nord. Se fino a qualche anno fa potevamo pensare che l’economia formale e quella criminale fossero due sfere parallere, oggi non è più così. Infatti l’economia criminale non è più una sfera a se stante, e non è una casualità se i fatti del porcesso Aemilia emergono in questo periodo, mostrandoci come il settore dell’edilizia, sia uno dei settori più colpito dall’attività del clan ‘ndgrangateista del boss Nicolino Grande Aracri.

L’infiltrazione mafiosa e la crescita dell’economia illegale è dunque una questione che riguarda il mondo del lavoro, e se pur gli strumenti sono ancora scarsi, le organizzazioni presenti sul territorio sono state riconosciute per il lavoro svolto contro la criminalità organizzata.

E’ un processo che riguarda tutti noi, perché tutti noi colpisce. E’ un processo che riguarda tutti noi perché la ‘ndrangheta cresce anche nell’indifferenza.

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