Segni di Fatica: raccontare il lavoro, capirne il cambiamento

Da cosa è contraddistinta la figura di un fantasma nei migliori film?

Dal fatto che esista, ma che non si riesca a definirlo, a coglierne perfettamente le manifestazioni, a controllarlo.
Non a caso molto spesso spaventa e si rifugge dal contatto con esso, scoprendo ben presto che è impossibile.

Così è il lavoro: esiste, impegna le nostre esistenze, è motivo di soddisfazione ma più spesso di frustazione, ma non lo conosciamo al meglio, figuriamoci se siamo capaci di controllarlo.
E se iniziassimo ad affrontarlo di petto, a delinearne i lineamenti e comprenderne la lingua?

Partiamo da questa scommessa per spiegare l’intento del ciclo di incontri e presentazioni “Segni di fatica: raccontare il lavoro, capirne il cambiamento”, funzionali da un lato a raccontare il lavoro di ieri, oggi e domani, ascoltando la voce di scrittori, poeti, fumettisti, registi, illustratori e musicisti che vivono lo sfruttamento sulla propria pelle e che raccontano storie di fatica e di lotta per la dignità; dall’altro a capire i cambiamenti che stanno investendo i processi produttivi, il mercato e l’organizzazione del lavoro, attraverso la presentazione di saggi e il confronto con gli autori.

Ci serve comprendere per prendere posizione, non solo per resistere a questo modello di lavoro, ma anche per immaginarne uno radicalmente diverso, fatto di buona occupazione, cooperazione, diritti e democrazia per scegliere cosa e come produrre nel rispetto dell’ambiente e delle nostre vite.

Vogliamo sfatare l’idea che i “subalterni” non possano parlare di sé a partire da sé, facendo di queste presentazioni un momento di partecipazione attiva dei soggetti in carne e ossa che vengono descritti nelle loro opere, dai lavoratori ai disoccupati, sino agli studenti immersi nella spirale dei lavoretti sottopagati o gratuiti.

Ogni incontro sarà preceduto da foto, video e testi di introduzione liberamente accessibili da parte di tutti gli interessati, al fine di abbattere sin dall’inizio potenziali rapporti gerarchici di sapere e rendere gli incontri veramente inclusivi e fucine di condivisione e solidarietà.

Inizieremo questo ciclo il 20 ottobre, con la presentazione del nuovo libro di Marta Fana “Non è lavoro, è sfruttamento”, a partire dalle ore 19 presso il circolo Ritmo Lento.

Il mese successivo anticipiamo la presentazione di una raccolta di poesie dal titolo “Fabrica” di Fabio Franzin.

Il resto delle sorprese non le vogliamo svelare per il momento, ma siamo aperti a chiunque avesse voglia di proporre qualcosa!
Puoi scrivere alla nostra mail info@ritmolento.it o alla nostra pagina FB.

Gli incontri sono organizzati in collaborazione da RitmoLento e Arci Bologna

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