Verso lo Sciopero delle Donne dell’8 Marzo

Nel 2012 decine di migliaia di donne indiane erano scese in piazza per denunciare lo stupro di una ragazza di 23 anni. Nel 2014 le spagnole si sono mobilitate in massa per fare opposizione ad un tentativo di serio restringimento del diritto all’aborto. Nel 2016 le polacche hanno dato vita ad un partecipatissimo “black monday” di protesta contro una legge antiabortista promossa dalle lobby ultra cattoliche e da un governo di destra. Due settimane dopo migliaia e migliaia di argentine, seguite da donne di molti altri Paesi del Sud America sono scese in piazza scioperando contro l’ennesimo stupro e omicidio di una ragazza. Il 26 novembre a Roma 200 mila persone hanno inondato le strade per dire basta alla violenza sulle donne. A gennaio gli Stati Uniti hanno visto la più grande manifestazione femminista della storia americana: un oceano di donne con “pussy cap” rosa, insieme a musulman*, afroamerican*, ispanic*, asiatic*, hanno preso parola contro le politiche sessiste, ma anche razziste, classiste e guerrafondaie di Trump.

L’8 marzo donne provenienti da 30 Paesi sciopereranno per esprimere il proprio rifiuto di un sistema culturale, politico ed economico patriarcale che ha permesso che in Italia nel solo 2016 ci siano stati 116 femminicidi, che continua a depauperare il welfare assumendo di poter contare sul lavoro di cura delle donne, che riafferma la divisione sessuale del lavoro con annesso gender gap salariale, che disciplina il corpo delle donne entro le direttive di un Piano nazionale di fertilità, che legittima una netta preponderanza di obiettori di coscienza che rendono l’aborto sempre più difficile, che parla di femminicidi come di fatti cronaca nera di cui le donne, troppo ammiccanti, in fondo sono responsabili, che toglie fondi ai centri anti violenza, che trema di fronte alla fantomatica “ideologia gender” e dimentica l’educazione alla differenza e alla sessualità nelle scuole.
Le donne stanno dando vita a sollevazioni che coinvolgono un enorme numero di persone e che portano avanti rivendicazioni molto radicali. I soggetti coinvolti non sono solo le donne, ma anche le varie soggettività Lgbtq, quelle razzializzate, uomini che vogliono mettere in discussione il regime patriarcale, lavoratori precari estenuati da lavori totalizzanti, malpagati e privi di tutele, migranti respinti da muri inattraversabili e schiacciati dall’ipersfruttamento lavorativo.
È evidente che in queste marce, manifestazioni e scioperi c’è un potenziale inedito e rivoluzionario che, per poter essere portato avanti fino in fondo, deve essere compreso adeguatamente. Si tratta di uno sciopero che sicuramente muove da un punto di vista femminile e femminista, ma che chiede, per smantellare il patriarcato, di smantellare anche la struttura economica e politica che lo sorregge.

Quali sono queste radicali rivendicazioni delle donne? Cosa c’è al cuore delle denunce delle donne? In quali campi si esplica e come si declina la violenza di genere? Come si legano patriarcato e neoliberismo? Perché la loro critica deve andare di pari passo? Perché si è scelto per l’otto marzo di scioperare? Che significato ha lo sciopero? Cosa c’è in questo sciopero femminista che permette un’adesione transnazionale e intersezionale? Cosa fa sì che possa essere anche uno sciopero di classe, uno sciopero dei lavoratori e lavoratrici migranti o semplicemente uno sciopero anche degli uomini?

Di tutto questo vogliamo discutere insieme perché di questo sciopero vogliamo essere protagonist* e vogliamo farlo con convinzione e consapevolezza. In ballo c’è una richiesta di trasformazione radicale che, per potersi dare realmente, deve avvenire tanto sul piano culturale, quanto sul piano economico e politico, e noi vogliamo esserne all’altezza perché sarà il nostro sciopero, la nostra rivoluzione.

Domenica 5 marzo alle ore 19:00 ne parliamo insieme a Noemi Di Iorio dell’Area territoriale di genere di Link Bologna – Studenti Indipendenti e Matilde Ciolli del RitmoLento.

Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo #Nonunadimeno #Lottomarzo

Related Posts