Quest’anno ricorre il 71° anniversario della Liberazione dall’occupazione Nazi-Fascista, riuscita grazie al sacrificio e al coraggio di migliaia di partigiane e partigiani che coraggiosamente hanno imbracciato le armi contro il regime.

Il 25 Aprile è sicuramente un momento necessario a conservare il ricordo dei terribili avvenimenti accaduti in Italia e in Europa prima e durante la II Guerra Mondiale.

Tenere viva la memoria di quegli anni bui è un impegno che tutte e tutti dobbiamo assumerci, per non lasciare che vengano dimenticate le condizioni e i fattori che consentirono al nazi-fascismo di prendere il potere e conservarlo tanto a lungo e per evitare che le barbarie del passato tornino a ripetersi.

Al RitmoLento, però, il 25 Aprile è stato anche un momento in cui provare a riflettere sulle nuove forme di fascismo che si stanno pericolosamente diffondendo nelle nostre città, su cosa possiamo fare per contrastarle e i modi per difendere e trasmettere i valori dell’antifascismo militante.

Sopratutto, l’obiettivo è ricercare strumenti e pratiche per combattere le forme più striscianti e pericolose di fascismo che spingono all’odio e alla discriminazione verso il diverso.

I terribili eventi che si stanno susseguendo in questi mesi, dalle morti in mare alle ronde, dai muri di filo spinato agli accordi spregevoli con dittatori sanguinari, hanno spinto il RitmoLento a dedicare il percorso verso il 25 Aprile al tema delle migrazioni.

Si sono quindi susseguiti tre eventi nel mese di Aprile:

“Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società”.

Pier Paolo Pasolini

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